Domenica 23 agosto sono state eseguite le operazioni di disinnesco e brillamento di ordigno bellico risalente al secondo conflitto mondiale, rinvenuto nel greto del fiume Reno presso il Pontelungo in Via Emilia Ponente.
Le operazioni di bonifica a tutela della pubblica incolumità hanno riguardato anche ASP, nello specifico è stato evacuato il centro di accoglienza di richiedenti protezione internazionale di via del Milliario.
Le 50 persone sono state ospitate per il pranzo e per alcune attività, presso il Centro diurno per il disagio sociale presso la sede della Cooperativa La Strada di Piazza Grande in via Antonio di Vincenzo 26/3.
Due operatrici di ASP (Maria Grazia Visani, Lara Erbosi) sono inoltre intervenute per garantire accoglienza ed eventuale assistenza, fino a cessate esigenze, nei due centri raccolta della popolazione presso il Centro Sportivo Cavina (quartiere Borgo Panigale) e il Centro Sportivo Barca (presso il quartiere Reno).
Inoltre il Centro Servizi Lercaro ha ospitato alcuni anziani non autosufficienti, somministrando loro il pasto e generi di conforto.
A tutto il personale coinvolto nell'emergenza, i sentiti ringraziamenti da parte del Direttore Generale per la preziosa collaborazione.
La testimonianza di Lara Erbosi, una delle due operatrici ASP che hanno presidiato i centri di raccolta
"E’ stato piacevole e positivo vivere questa esperienza come operatrice dell’ASP Città di Bologna, sia nel rapporto con le altre figure professionali presenti nella giornata, che nella collaborazione con le varie associazioni di volontariato, e soprattutto con le persone “sfollate” che sono arrivate al centro.

In particolare il mio apporto è stato molto centrato sul rassicurare le persone, in particolare anziane,  che erano preoccupate per le possibili conseguenze della esplosione sulle loro case, su possibili furti commessi durante la loro assenza, sulla possibilità o meno di rientrare  a casa prima di sera.

E’ stato bello vedere, a fine giornata,  che il nostro apporto relazionale e di coinvolgimento ha portato anche alcune persone, che abitano a pochi portoni di distanza, ad incontrarsi, conoscersi, chiacchierare durante le ore trascorse insieme  e prima di salutarsi scambiarsi i numeri di telefono, con la promessa di rincontrarsi, magari in una occasione diversa."

Il “pensierino” scritto da un’anziana sfollata accolta a Lercaro:
Pubblicato il 24 Agosto 2015
Francesca Farolfi
Modificato in data:  24-11-2023