Quattro serate, quattro concerti, quattro opere d’arte provenienti dai depositi e un cortile pieno tutte le volte. La prima edizione della rassegna estiva “Concerti in cortile”, ospitata nel cortile del Museo La Quadreria di ASP Città di Bologna e curata da Marco Coppi, si è chiusa il 31 luglio con un bilancio più che positivo.

Un esperimento riuscito, che ha saputo unire musica dal vivo e patrimonio artistico, coinvolgendo un pubblico ampio, curioso e partecipe. Il format prevedeva per ogni appuntamento l’abbinamento tra un’opera d’arte custodita nei depositi della Quadreria e un concerto a tema:
una formula che ha valorizzato le opere meno visibili della collezione, trasformando ogni serata in un vero e proprio incontro tra passato e presente.

“L’intento era proprio questo: richiamare pubblico e dare visibilità a una parte di patrimonio che solitamente non è accessibile, perché conservata nei depositi – racconta Andrea Zandaval, operatore museale della Quadreria, che ha curato la selezione e la presentazione delle opere d’arte in ciascun appuntamento –. Abbiamo voluto restituire nuova luce a queste opere ‘nascoste’, con l’idea che meritino sguardi nuovi, cure e attenzioni”.

Ad aprire la rassegna il 10 luglio è stato lo spettacolo “Signore e Signori… The Beatles”, un omaggio al celebre quartetto inglese tra musica e narrazione. La serata è stata introdotta dall’Amministratore Unico di ASP, Stefano Brugnara, e ha visto la presentazione dell’opera Sacra
Famiglia con angeli musicanti, in un ideale dialogo tra arte antica e musica popolare.

Il 16 luglio, protagonista è stato il violoncello di Enrico Guerzoni in “Corde nel Tempo – Viaggio tra Antico e Contemporaneo”. A introdurre il concerto, l’opera Suonatrice di cembalo di A. Gionima, del tutto inedita al pubblico.

Il 24 luglio gli ottoni del Petronius Brass Ensemble hanno animato la serata “Historia Sonorum – Cinque secoli di musica per ottoni”, che ha preceduto la presentazione della Battaglia di A. Calza, altro capolavoro dei depositi raramente esposto.

Infine, il 31 luglio, la rassegna si è conclusa con “Oltre Confine – Musica Antica e Sound Design”, una performance sperimentale tra strumenti arcaici e elettronica contemporanea, accompagnata dall’opera Maddalena penitente, della bottega di D. Fetti.

“Tutte le serate hanno registrato il tutto esaurito – sottolinea Zandaval –. I posti disponibili sono sempre stati occupati, con un pubblico anche in parte ‘fidelizzato’, che ha scelto di partecipare a più serate. Abbiamo notato anche una buona presenza di turisti stranieri attratti, magari passeggiando su via Marsala, sia dalla musica che dal contesto”.

Il successo dell’iniziativa ha avuto ricadute anche sulla fruizione del museo: “Durante i concerti, le sale della Quadreria rimanevano aperte – spiega Zandaval – e molti spettatori ne hanno approfittato per visitare la collezione permanente. Abbiamo riscontrato un aumento di interesse verso il museo, anche nei giorni successivi ai concerti”.

L’ingresso alle serate era a offerta libera, e il ricavato – circa 500 euro in totale – sarà destinato al restauro delle opere custodite nel caveau.

Una formula da ripetere

“È stata un’esperienza molto positiva, con un riscontro superiore alle aspettative – conclude Zandaval –. Probabilmente il format verrà riproposto, magari anche in contesti diversi. Ora che la formula è stata sperimentata e funziona, sarà anche più semplice ripeterla in futuro”.

Nel frattempo, La Quadreria resta aperta per tutto agosto, con l’esposizione “Grazia ed Espressione: teste di carattere di Girolamo Negri detto il Boccia”, prorogata fino a fine mese. Una mostra che riporta alla luce l’opera di un artista riscoperto, in linea con lo spirito della rassegna appena conclusa: rendere visibile ciò che normalmente resta dietro le quinte.

Per informazioni e orari: https://quadreria.aspbologna.it/it/quadreria/quadreria

 









Giacomo Dias
Modificato in data:  06-09-2025