Si è concluso il percorso formativo “Strumenti e pratiche per una partecipazione accessibile”, promosso da U.O Progetti ed Innovazione di ASP Città di Bologna in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo di rafforzare competenze, strumenti e reti per rendere la partecipazione una pratica strutturale nei contesti istituzionali e territoriali.

Tre incontri intensi hanno accompagnato funzionari/e, operatori/trici pubblici/che, professionisti/e del terzo settore, rappresentanti di comunità e facilitatori/trici in un confronto concreto su metodologie, casi studio ed esperienze replicabili.

Il primo appuntamento, realizzato con il contributo di Marco Polvani e Francesca Zambito di ActionAid Italia, ha approfondito strumenti operativi per progettare e gestire processi partecipativi e deliberativi realmente accessibili. Attraverso esperienze come il Progetto CambiaTerra, CucinaSorriso Cervia e CIAC Parma, sono stati analizzati approcci e pratiche capaci di intercettare pubblici diversi, con particolare attenzione alle persone solitamente sottorappresentate, anche grazie all’utilizzo dei toolkit Come organizzare processi partecipativi e deliberativi accessibili, strumenti operativi a supporto della progettazione e gestione.

Il secondo modulo, ha posto al centro il welfare culturale di comunità come leva per generare coesione e partecipazione nei territori con un contributo di Luana Redalié di ASP. Un approfondimento specifico è stato dedicato alla comunicazione interculturale e al diversity management con Michelle Rivera, Diversity Manager del Comune di Bologna, che ha proposto strumenti per leggere e valorizzare le differenze nei contesti organizzativi e nei servizi pubblici, superando barriere linguistiche, culturali e simboliche. I lavori in gruppo hanno permesso di mettere in pratica i concetti affrontati, attraverso il confronto tra prospettive diverse, sono emerse strategie operative per rendere più inclusivi linguaggi, modalità di accesso ai servizi e dispositivi di coinvolgimento.

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L’ultimo incontro ha affrontato il tema delle reti territoriali e del lavoro di comunità come dispositivi fondamentali per contrastare marginalità ed esclusione. Sono intervenuti Fiodor Civitella, Responsabile Ufficio Reti e lavoro di comunità dei quartieri Porto-Saragozza e Savena, Consuelo Bianchelli e Daniele Greco di ASP e Irene Pancaldi di CIDAS, offrendo uno sguardo operativo su come costruire alleanze tra servizi, istituzioni e cittadinanza attiva.

Il percorso si è concluso con un laboratorio teatrale condotto da Sanam Naderi, uno spazio esperienziale che ha trasformato i contenuti affrontati in pratica condivisa, mettendo al centro il corpo, la relazione e l’ascolto come strumenti di partecipazione.

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Oltre ai contenuti, il percorso ha rappresentato un’occasione di scambio tra professionalità diverse, contribuendo a consolidare una comunità di pratiche orientata alla partecipazione accessibile.

L’esperienza si inserisce nel solco del progetto europeo GEtCoheSive, rafforzandone l’impatto sul territorio attraverso azioni formative capaci di generare continuità operativa.

Rendere la partecipazione accessibile non significa solo ampliare il coinvolgimento, ma ripensare linguaggi, strumenti e assetti organizzativi. 

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Mattia Cocchi
Modificato in data:  05-03-2026