Bologna, 4 novembre 2025 – L’Emilia-Romagna si conferma la regione italiana con la più alta presenza di cittadini stranieri: al 31 dicembre 2024 i residenti di origine non italiana erano 579.414, pari al 12,9% della popolazione totale. È uno dei principali dati emersi durante la presentazione regionale del Dossier Statistico Immigrazione Idos/Confronti, svoltasi questa mattina presso la Regione Emilia-Romagna, in contemporanea con gli eventi organizzati in tutta Italia.

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L’incontro, promosso da Africa e Mediterraneo e cooperativa Lai-momo, focal point regionali del Dossier, ha offerto un quadro aggiornato sui trend demografici, sociali e occupazionali legati alla presenza straniera nel territorio. Dopo i saluti istituzionali di Luca Rizzo Nervo, delegato alle politiche migratorie della Regione, e Nicola Pedrazzi, redattore della rivista Confronti, gli interventi di Valerio Vanelli (Università di Bologna) e Pietro Pinto (redazione Idos) hanno illustrato i dati regionali e nazionali.

Un territorio sempre più multiculturale

La popolazione straniera in Emilia-Romagna è cresciuta dell’1,6% in un anno, confermando la ripresa dopo il calo dovuto alla pandemia. L’età media dei cittadini stranieri è di 37 anni – ben undici in meno rispetto alla media italiana – e quasi uno su cinque è minorenne (19,9%)
Le province con la maggiore incidenza di stranieri sono Parma e Piacenza, entrambe oltre il 15%, seguite da Modena e Bologna, dove la presenza supera il 12%.

Sul fronte scolastico, la componente straniera rappresenta quasi il 19% degli studenti, sette punti sopra la media nazionale. Le principali comunità di provenienza sono Romania, Marocco e Albania, seguite da Ucraina, Cina e Pakistan.

Occupazione e condizioni di vita

Il contributo delle persone migranti al mercato del lavoro regionale continua a essere determinante: gli occupati stranieri sono 268.400, pari al 13,2% del totale, contro il 10,5% della media nazionale. Tuttavia, restano ampi i divari economici: come ricordato da Isabella Pavolucci (CGIL E.R.), il 39,8% delle donne migranti ha un reddito inferiore ai 10.000 euro annui, contro il 20,9% della media generale.

Il sistema SAI metropolitano: accoglienza diffusa e inclusione

Durante l'incontro, l’assessora al Welfare del Comune di Bologna, Matilde Madrid, ha esposto i dati relativi al sistema di accoglienza dell’area metropolitana, che dal 2015 sono raccolti in infografiche aggiornate e informazioni relative al progetto SAI, nel sito dedicato www.bolognacares.it
I dati pubblicati nel sito, grazie alla collaborazione della Prefettura di Bologna, comprendono nella dimensione territoriale quantitativa anche i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) in capo alla Prefettura di Bologna.

Attualmente il sistema SAI metropolitano a titolarità Comune di Bologna, con il coordinamento di ASP Città di Bologna, dispone di 2.224 posti in 340 strutture (compreso il progetto del Circondario Imolese).

Il SAI ha accolto nel 2024 per la categoria Ordinari 1.738 persone, per la categoria DS/DM 126, e per la categoria MSNA 681 minori. Nel 2024, per gli adulti e le persone in nucleo famigliare accolti nel progetto Ordinari, le nazionalità di provenienza sono 55: la maggiormente rappresentata è la Nigeria (318 persone), seguita dall’Ucraina (297), la Tunisia (125), il Pakistan (110), l’Afghanistan (94), la Somalia (70) e il Mali (55).
Oltre il 61% delle persone accolte nella categoria Ordinari è in nucleo famigliare o monoparentale, complessivamente il 63,6% delle persone accolte ha meno di 30 anni, il 30% meno di 18 anni. Per i MSNA, la nazionalità maggiormente rappresentata nel 2024 è la Tunisia (252 persone), seguita dall’Egitto (101 persone) e dal Gambia (95 persone).

A fine settembre 2025 erano in accoglienza nel progetto SAI 123 persone provenienti dalla Palestina, attualmente 24 sono in altre forme di accoglienza ed in attesa di fare ingresso nel progetto. Tra i progetti citati anche “Common Ground”, attivo contro lo sfruttamento lavorativo, che nel 2025 ha raggiunto oltre 6.800 persone, offrendo percorsi di tutela, formazione e inserimento professionale.

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Chiara Amato
Modificato in data:  05-11-2025