La direttrice generale di ASP Città di Bologna, Maria Adele Mimmi, ha introdotto e moderato uno degli incontri del ciclo intitolato "Società, Cultura e Comunità nel Welfare", organizzati dalla Scuola Achille Ardigò del Comune di Bologna sul tema del Welfare di Comunità.
Il percorso formativo è pensato per esplorare tematiche legate al welfare sociale e comunitario, coinvolgendo esperti, studenti e cittadini. L’incontro del 10 settembre ha avuto come focus: “Abitare la casa e il quartiere: vicinati solidali e welfare di prossimità”.
Mimmi ha illustrato i progetti di ASP riguardanti l’abitare, già avviati o imminenti. Tra questi Porto 15, il cohousing per giovani a Bologna. Si tratta della residenza collaborativa per under 35, tra i primi cohousing pubblici in Italia, nata dal recupero di 18 alloggi nel centro storico di Bologna. I residenti condividono spazi comuni e partecipano attivamente alla vita comunitaria. Il progetto, promosso da enti pubblici, prevede affitti a canone concordato e ha portato alla creazione di Porto 15 APS, un’associazione che supporta il cohousing e promuove l’abitare collaborativo.
Ha inoltre descritto l’esperienza degli appartamenti protetti, le residenze per persone autosufficienti o parzialmente autosufficienti, progettate per promuovere l’autonomia e mantenere le abitudini di vita.
Offrono supporto per singoli o coppie con più di 65 anni o con disabilità, residenti a Bologna, che possono accedere tramite lo Sportello sociale. I residenti possono usufruire di servizi di assistenza domiciliare e infermieristica, telemonitoraggio e altro, favorendo la conservazione delle capacità e la tutela dell’intimità.
Significativo per ASP è anche il servizio Housing First, che offre a persone senza fissa dimora o a rischio di perdere la casa, l'accesso diretto a un appartamento, senza passare dal dormitorio, con il supporto di operatori specializzati. Richiede una piccola fonte di reddito per contribuire alle spese. Questa soluzione fa della casa il punto di partenza per l'inclusione e il reinserimento sociale, migliorando l'autonomia, l'igiene personale e l'accesso al lavoro.
La direttrice generale di ASP ha anche anticipato due dei progetti che sono in fase di realizzazione. A partire dalla Senior house Santa Marta, il cohousing per anziani che è in fase di ultimazione nell’ex convento di Santa Marta in Strada Maggiore. Un investimento molto significativo per ASP, che intende proporre un nuovo modello di residenza di qualità, in un contesto di pregio della città, per anziani autosufficienti.
Il secondo progetto riguarda l’edificio storico “Palazzo Aiuto Materno”, situato tra le vie Don Minzoni, del Porto e Rosselli e di proprietà di ASP Città di Bologna. Il palazzo è inserito in un progetto internazionale per la creazione di abitazioni collaborative per studenti, ricercatori e artisti. Prevede spazi flessibili (coworking, sale studio, fab lab) e un piano terra con servizi sostenibili per la comunità, integrando conservazione e nuove esigenze di sostenibilità.
All’introduzione di Maria Adele Mimmi ha poi fatto seguito una approfondita relazione del prof. Yuri Katzepov dell’Università di Vienna, che ha illustrato le più recenti innovazioni nell’abitare sociale nella capitale austriaca.
Qui tutti i materiali.
Il percorso formativo è pensato per esplorare tematiche legate al welfare sociale e comunitario, coinvolgendo esperti, studenti e cittadini. L’incontro del 10 settembre ha avuto come focus: “Abitare la casa e il quartiere: vicinati solidali e welfare di prossimità”.
Mimmi ha illustrato i progetti di ASP riguardanti l’abitare, già avviati o imminenti. Tra questi Porto 15, il cohousing per giovani a Bologna. Si tratta della residenza collaborativa per under 35, tra i primi cohousing pubblici in Italia, nata dal recupero di 18 alloggi nel centro storico di Bologna. I residenti condividono spazi comuni e partecipano attivamente alla vita comunitaria. Il progetto, promosso da enti pubblici, prevede affitti a canone concordato e ha portato alla creazione di Porto 15 APS, un’associazione che supporta il cohousing e promuove l’abitare collaborativo.
Ha inoltre descritto l’esperienza degli appartamenti protetti, le residenze per persone autosufficienti o parzialmente autosufficienti, progettate per promuovere l’autonomia e mantenere le abitudini di vita.
Offrono supporto per singoli o coppie con più di 65 anni o con disabilità, residenti a Bologna, che possono accedere tramite lo Sportello sociale. I residenti possono usufruire di servizi di assistenza domiciliare e infermieristica, telemonitoraggio e altro, favorendo la conservazione delle capacità e la tutela dell’intimità.
Significativo per ASP è anche il servizio Housing First, che offre a persone senza fissa dimora o a rischio di perdere la casa, l'accesso diretto a un appartamento, senza passare dal dormitorio, con il supporto di operatori specializzati. Richiede una piccola fonte di reddito per contribuire alle spese. Questa soluzione fa della casa il punto di partenza per l'inclusione e il reinserimento sociale, migliorando l'autonomia, l'igiene personale e l'accesso al lavoro.
La direttrice generale di ASP ha anche anticipato due dei progetti che sono in fase di realizzazione. A partire dalla Senior house Santa Marta, il cohousing per anziani che è in fase di ultimazione nell’ex convento di Santa Marta in Strada Maggiore. Un investimento molto significativo per ASP, che intende proporre un nuovo modello di residenza di qualità, in un contesto di pregio della città, per anziani autosufficienti.
Il secondo progetto riguarda l’edificio storico “Palazzo Aiuto Materno”, situato tra le vie Don Minzoni, del Porto e Rosselli e di proprietà di ASP Città di Bologna. Il palazzo è inserito in un progetto internazionale per la creazione di abitazioni collaborative per studenti, ricercatori e artisti. Prevede spazi flessibili (coworking, sale studio, fab lab) e un piano terra con servizi sostenibili per la comunità, integrando conservazione e nuove esigenze di sostenibilità.
All’introduzione di Maria Adele Mimmi ha poi fatto seguito una approfondita relazione del prof. Yuri Katzepov dell’Università di Vienna, che ha illustrato le più recenti innovazioni nell’abitare sociale nella capitale austriaca.
Qui tutti i materiali.
