
di Marco Marano
“Una società coesa è una società in cui anche le persone che sperimentano uno svantaggio economico e sociale possono partecipare pienamente alla vita pubblica. In particolare, cruciale è il loro coinvolgimento nella progettazione e valutazione di servizi pubblici locali quali i servizi per la prima infanzia, i servizi legati all’housing, i servizi che facilitano l’accesso al mercato del lavoro e - per richiedenti asilo e rifugiati - i servizi di accoglienza e integrazione.”
Con queste parole, tratte dal sito “Cafoscari News”, l’Università Ca’ Foscari ha voluto dare significato al progetto “Governance Enhancement for Cohesive Societies” (GEtCoheSive), di cui è capofila e che vede, in una delle sue azioni, l’intervento dell’ASP Città di Bologna, attraverso dei Focus group: quattro interventi che si sono realizzati dall’11 al 18 luglio.
Una Governance per il cittadino
Un progetto, questo, nato con l’intento di mettere al centro delle questioni sociali la Governance dei territori, sui temi spinosi del nostro tempo, canalizzati dentro la dimensione della “vulnerabilità”. Il rapporto tra autorità pubbliche e cittadini vulnerabili non può che avere una lettura antropologica, nel senso di dare voce ad una cultura pubblica che sia attenta sia all’accesso ai servizi, che alle politiche ambientali.
Daniele Greco, Educatore Sociale Servizio Protezioni Internazionali, uno dei referenti del progetto per ASP, specifica il senso dello sguardo rivolto al territorio: “Per noi è stato importante ascoltare le persone in accoglienza, ed avere da parte loro una valutazione d’impatto sia sull’accesso ai servizi che rispetto a quelli a loro offerti.”
La comunità territoriale come incubatore di valori e pratiche
Sono ormai decenni che la progettazione europea dedica ampie risorse alle comunità locali, così anche in questa esperienza, tramite il programma “Interreg Central Europe”, sono state coinvolte quattro cosiddette città target: Berlino, Parma, Vienna, Lubiana. Da “Cafoscari News”: “Ma come attuare davvero un coinvolgimento dei gruppi solitamente ai margini della società, tra cui persone con un background migratorio e rifugiati? L’Università Ca’ Foscari Venezia dedica a questo tema un progetto europeo che vede coinvolte 12 organizzazioni pubbliche e private di Italia, Austria, Germania e Slovenia”.
Vediamo quali sono queste organizzazioni: Comune di Parma, CIAC, Accademia delle Scienze e delle Arti della Slovenia, Associazione Culturale Gmajna, Comunità dei Comuni della Slovenia, Università Tecnica di Berlino, Caritas Vienna, Università di Vienna, ActionAid, ASP Bologna. Mentre gli ambiti di lavoro si sviluppano sui “Servizi per la prima infanzia”, “Servizi di co-housing, “Accesso al mercato del lavoro”.
Indagando l’area metropolitana
Grazie al progetto GEtCoheSive è stata indagata l’area metropolitana di Bologna, in alcuni luoghi dell’accoglienza specifici, coinvolgendo i beneficiari in modo quasi spontaneo: “E’ stato semplicemente chiesto alle persone accolte - continua Daniele Greco - dentro i centri del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), relativamente al Progetto Ordinari, e con buona padronanza della lingua italiana, chi volesse partecipare alla ricerca. Così, complessivamente, hanno aderito ai quattro Focus, venti persone, sia donne che uomini.”
Ma qual è stata, nello specifico, la funzione dell’Asp Città di Bologna? Daniele Greco: “Ad ASP è stato demandato il compito di organizzare i Focus group, sul modello di quelli realizzati dall’organizzazione Ciac Onlus di Parma. Nel caso in questione i beneficiari erano afferenti sia al SAI che ai Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), questi ultimi di gestione prefettizia. In tal senso, i nostri risultati, dovranno integrarsi con quelli emersi nella realtà parmense.”
Monitorare la vita quotidiana
I temi sviluppati durante i Focus group: i percorsi di accoglienza, la situazione legale, le opportunità d'integrazione sul territorio, e la valutazione dell'accoglienza Sai. “Contestualmente - continua Daniele - è stato importante comprendere le loro difficoltà quotidiane espresse in termini di mobilità, ricerca alloggiativa ecc... Ma è stato anche interessante il confronto non solo sull’accesso ai servizi ma anche sulle dinamiche dell’integrazione, nel contesto della comunità sociale.”
Ogni intervento ha avuto una durata di 1 ora e mezza. I partecipanti sono stati coinvolti tenendo sempre ben presente da un lato il processo d’integrazione e dall’altro le differenze tra i territori. “Si è valutato di fare – aggiunge Greco - dei Focus group su tre territori differenti: Appennino, Pianura Est e Bologna. Sappiamo delle diversità di contesto che possiede ogni territorio. Volevamo, insomma, sentire le percezioni di chi questi territori li vive giorno per giorno.”
Dal sito “Cafoscari News”, Francesca Campomori, professoressa di Scienza politica a Ca’ Foscari e coordinatrice del progetto: “La governance, cioè le dinamiche di interazione tra attori pubblici e privati nel processo di produzione delle politiche pubbliche, non è un puro meccanismo tecnico di coordinamento: trasmette valori e visioni del mondo che influenzano l’accesso e l’utilizzo dei servizi pubblici da parte dei cittadini…”
E quei cittadini vulnerabili, che hanno chiesto la protezione internazionale a Bologna, hanno dato una loro chiave di lettura, fiduciosi nel futuro: “Tutti i partecipanti – conclude Daniele Greco - hanno voluto ringraziare la Rete SAI, a partire dagli operatori, per l’attenzione e la cura nei loro confronti, ai fini dei percorsi di autonomia.”
Photo credit Daniele Greco
