Il cartellone bolognese per la Giornata Mondiale del Rifugiato 2026 è entrato nel vivo e lo ha fatto fa registrando un successo straordinario di pubblico. Lo scorso fine settimana si sono svolti tre importanti appuntamenti del programma: tre momenti densi in cui l'arte, il giornalismo, la musica e il teatro sociale si sono intrecciati per rimettere al centro i diritti umani e la solidarietà, richiamando ovunque una calorosa partecipazione della cittadinanza in una rassegna che proseguirà anche nei prossimi giorni.
Gaza prima di Gaza: giornalismo e musica a Baumhaus
Il fine settimana si è aperto venerdì sera negli spazi di Baumhaus (Via Serlio) con l'evento “Gaza prima di Gaza”, inserito nella rassegna Roadmap to Inclusion. La serata, curata dalla cooperativa sociale Arca di Noè (Consorzio l’Arcolaio) in collaborazione con Il Post, Frank Sinutre e Baumhaus, ha offerto un viaggio tra giornalismo e narrazione guidato da Luca Misculin, accompagnato dalle sonorità elettroniche del collettivo Frank Sinutre.
Ad aprire l'incontro i saluti istituzionali di Stefano Brugnara, Amministratore Unico di ASP Città di Bologna.
Sarab: il teatro circense e la resilienza palestinese in Montagnola
Sabato, la cornice di Montagnola Republic ha ospitato “Sarab” (Miraggio), uno straordinario e toccante spettacolo di teatro circense portato in scena dai ragazzi della Palestinian Circus School. Curato da Cidas Cooperativa Sociale, in collaborazione con Montagnola Republic, Officine Solidali Bologna ARCI e Antoniano, l'evento ha mostrato attraverso acrobazie e danza la quotidiana resistenza del popolo palestinese.
All'evento è intervenuta Erika Capasso, Delegata del Sindaco di Bologna alle Politiche per il Terzo Settore e alle Nuove Cittadinanze: “È un’occasione importante per riportare al centro la resistenza del popolo palestinese e l'oppressione che continua a subire a Gaza e in Cisgiordania. Tutti noi possiamo fare qualcosa a partire da qui, dalla postura che abbiamo nel nostro quotidiano. I corpi palestinesi non sono solo corpi destinati al massacro: hanno una vita, un desiderio e sono in grado di generare tanto."
Sul palco anche Annalisa Faccini, responsabile Coesione Sociale di ASP, che ha ricordato il ruolo della città di fronte alle riforme europee:
"Nessuno lascia la propria casa senza motivo. A Bologna, cittadinanza e parte pubblica sono fortemente impegnate insieme per far sì che l'accoglienza e i diritti delle persone siano qualcosa di quotidiano, concreto e vissuto ogni giorno. La vita, l'arte, la cultura, la bellezza sono invincibili, si riedificano in ogni contesto e in ogni momento. Questa giornata ci pone di fronte al bilico tra la memoria dolorosa che le persone portano con sé, per aver dovuto lasciare la propria casa, e la forza di ribadire che la bellezza vince sempre."
Festival Suoni di Pace: la musica che unisce oltre le ideologie
Altro momento di grandissima partecipazione è stato il “Festival Suoni di Pace”, un importante momento corale curato dall’Associazione Inno alla Gioia in collaborazione con Open Group (Consorzio l’Arcolaio). Sul palco si sono fusi l'ensemble palestinese del Conservatorio Edward Said di Ramallah, il Suzuki Bologna e Faenza, l'ensemble Orientale Prima Materia e il coro di voci bianche della comunità Gazawi di Bologna insieme al Coro Inno alla Gioia, seguito dalla proiezione del documentario di Music And Resilience.
Rita Monticelli, Consigliera comunale con delega ai Diritti umani e al dialogo interreligioso, ha aperto la serata ricordando l'eredità di Edward Said:
"Crediamo che l'arte e la musica possano unire a volte molto più dei dibattiti, arrivando al profondo dell'umanità. I rifugiati sono per noi una grande speranza e una possibilità di creare una comunità in cui andare avanti insieme. Come diceva Said, per raggiungere la pace in luoghi difficili bisognerebbe usare il contrappunto della musica anche per la politica: mettere insieme tante differenze facendo in modo che non deflagrino, ma vadano verso un'armonia che va oltre l'ideologia."
Il Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha preso la parola per ribadire la linea ferma della città sull'accoglienza:
"Per Bologna la cosa più importante è la vita delle persone, i diritti umani. Prima di tutto la dignità e la salute, poi pensiamo a tutto il resto. Ci sono circa 200 persone di famiglie palestinesi che vivono ormai da quasi due anni nella nostra città, frequentano le nostre scuole e i nostri servizi. Voglio chiedere un applauso a tutto il volontariato che ci aiuta ad accogliere chi fugge dalle guerre. Grazie al sorriso e alla voce dei bambini presenti stasera, le nostre manifestazioni danno il senso più vero di quello che vogliamo essere: una bellissima comunità accogliente."
In chiusura, Annalisa Faccini di ASP ha voluto rimarcare i numeri e la specificità del modello bolognese:
"Il nostro sistema di accoglienza pubblico, tra Bologna e l'area metropolitana, conta oltre duemila posti. Funziona perché c'è una collaborazione fondamentale tra finanziamenti pubblici, terzo settore e cittadini, singoli o associati. È una peculiarità bolognese il fatto che le istituzioni abbiano una presenza così significativa. Ci aspettano anni complicati con l'applicazione del nuovo patto europeo, ma la Giornata del Rifugiato ci permette, nonostante le preoccupazioni, di celebrare e festeggiare i diritti attraverso l'arte e la musica."
I tre eventi dello scorso fine settimana hanno confermato la forza di una rete locale capace di unire istituzioni, terzo settore e cittadinanza attiva. Ma il viaggio non finisce qui: le iniziative in occasione della Giornata del Rifugiato proseguono nei prossimi giorni con nuovi appuntamenti in programma, per continuare a riflettere, accogliere e costruire comunità.
Su Bolognacares.it il programma: https://www.bolognacares.it/agenda/
