Si è svolta ieri pomeriggio a Bologna l’inaugurazione ufficiale di Karé, il nuovo centro polifunzionale dedicato a minori stranieri non accompagnati (MSNA) e minori in condizioni di fragilità coinvolti nel circuito penale, promosso da DoMani Società Cooperativa Sociale e realizzato grazie a una rete di soggetti del
privato sociale, istituzioni e mondo accademico, tra cui ASP Città di Bologna, che ha partecipato alla progettazione dell’hub.
All’evento hanno preso parte numerose autorità istituzionali e religiose, tra cui l’Arcivescovo di Bologna e presidente della CEI Matteo Maria Zuppi, il presidente di Impresa sociale Con i Bambini Marco Rossi Doria, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il delegato della Regione Emilia-Romagna per le politiche migratorie Luca Rizzo Nervo, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni Giuseppe Di Giorgio e la presidente del Tribunale per i Minorenni Gabriella Tomai. A fare gli onori di casa il presidente di Coop DoMani Angelo Dattilo.
Per ASP Città di Bologna è intervenuta Annalisa Faccini, direttrice dell’Area Coesione.
Situato in via Pontevecchio 6, all’interno di uno spazio concesso in comodato d’uso gratuito dalla Fondazione Nascetti, Karé nasce con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa, la dispersione scolastica e l’emarginazione giovanile nell’area metropolitana di Bologna. Il progetto, avviato nel novembre scorso e operativo fino a ottobre 2028, è sostenuto da Impresa sociale Con i Bambini, Diocesi di Bologna e Fondazione Opera Monsignor Nascetti.
Il centro si rivolge in particolare ai ragazzi tra i 15 e i 19 anni, con un’attenzione specifica ai MSNA inseriti nei circuiti di accoglienza e ai minori seguiti dall’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni. L’obiettivo è offrire uno spazio educativo capace di integrare i servizi già presenti sul territorio, proponendo percorsi flessibili e opportunità formative orientate al mondo del lavoro.
Le attività si articolano tra mattina e pomeriggio: nelle ore mattutine sono previsti laboratori formativi brevi e ciclici – come falegnameria e cucina – pensati per orientare i ragazzi verso scelte professionali consapevoli; il pomeriggio, invece, il centro si apre a momenti di socialità e attività libere in un ambiente
informale e accogliente, favorendo relazioni e percorsi educativi personalizzati.
Il progetto è già pienamente operativo: in questi primi mesi oltre settanta Minori Stranieri Non Accompagnati hanno già frequentato il centro tra attività formative e momenti di aggregazione. Karé si propone così come un nuovo punto di riferimento educativo per gli adolescenti più fragili del territorio, con
l’ambizione di sperimentare un modello replicabile che possa rafforzare e innovare il sistema dei servizi di welfare locali.
