Come costruire una società capace di valorizzare la longevità non come problema da gestire, ma come opportunità per continuare a progettare il proprio futuro?
È stata questa una delle domande al centro della Giornata di studio “La longevità nella società 5.0 - Costruire ponti tra servizi, comunità e persone”, promossa dalla Fondazione Santa Clelia Barbieri in collaborazione con la Fondazione Alma Mater, che si è tenuto lunedì 15 giugno presso la sala dei Poeti a Palazzo Hercolani a Bologna.
Nella terza sessione, dedicata a “Empowerment, partecipazione e comunità attive”, è intervenuta la direttrice generale di ASP Città di Bologna, Maria Adele Mimmi, con una relazione dal titolo “Oltre l’assistenza: nuovi modelli di abitare e cura integrata nell’esperienza bolognese”.
Al centro dell’intervento, il racconto di esperienze realizzata da ASP che mettono al primo posto autonomia, relazioni e partecipazione. Ad aprire la riflessione è stata la testimonianza video di Eleonora, oggi novantanovenne, che a 80 anni scelse di lasciare la propria abitazione per trasferirsi in un alloggio protetto ASP. Una decisione coraggiosa che, come lei stessa racconta, le ha permesso di “rinascere”, ritrovando relazioni, sicurezza e nuove opportunità di vita.
Partendo da questa esperienza, Mimmi ha evidenziato come la longevità richieda una capacità di progettazione che accompagni tutte le fasi della vita. “Eleonora ci insegna l’importanza di mantenere un pensiero di possibile cambiamento anche in età avanzata. Ci ricorda che questa fase della vita va progettata e che esistono luoghi capaci di mantenere in equilibrio autonomia e protezione”, ha affermato.
La direttrice ha illustrato i diversi modelli abitativi e di cura sviluppati da ASP Città di Bologna, dagli alloggi protetti alle comunità alloggio, fino alle residenze per anziani, sottolineando il percorso intrapreso negli ultimi anni per trasformare i centri servizi in luoghi sempre più aperti e integrati con il territorio.
Da qui nascono le esperienze dei “centri servizi aperti”, che ospitano attività culturali, laboratori creativi, iniziative intergenerazionali, percorsi di stimolazione cognitiva, incontri con associazioni, progetti con la Cineteca di Bologna, il Teatro Comunale e numerose realtà cittadine. Un approccio che punta a contrastare isolamento e solitudine, rendendo questi spazi punti di riferimento non solo per chi vi abita, ma per l’intera comunità.
Tra i progetti presentati anche Santa Marta, il nuovo intervento residenziale nel centro storico di Bologna destinato agli over 60, pensato per coniugare abitare, socialità e benessere. Un luogo dove spazi privati e aree comuni favoriscono la costruzione di relazioni, attività condivise e nuove forme di partecipazione.
In chiusura, Mimmi ha ribadito l’importanza di una visione integrta che metta in relazione servizi, comunità e istituzioni: “Tutto questo ha valore se si colloca dentro un sistema che tiene insieme comunità, servizi e istituzioni. Solo così le singole esperienze possono diventare parte di un cambiamento più ampio e generare nuove opportunità di benessere e inclusione”.
Guarda il video con l’intervista alla signora Eleonora:
