Lisa ha ritrovato il ricordo di Lucio Dalla, che lei incontrava al bar tutte le mattine con il cane. Massimo, con sicurezza, si è ricordato allora che Lucio abitava in via D’Azeglio, nel centro di Bologna. Anna, conversando amabilmente con la psicologa, ha tirato fuori Gianni Morandi. E Ida sapeva bene dove Gianni abitava a Monghidoro, perché le loro famiglie si conoscevano e sia a lei che a lui piacevano molto le crescentine fritte. Poi l’attenzione si è concentrata sulle canzoni del Festival di Sanremo, che tanti degli anziani ospiti della Casa Residenza Anziani Saliceto e Giovanni XXIII hanno visto nascere. E partendo dai ricordi di questo evento, che è parte della memoria collettiva di ciascuno, si è spaziato in libertà.
Tutti sono tornati senza difficoltà alla prima edizione del 1951, poi a brani iconici come “Vola colomba” di Nilla Pizzi, a “Volare” e “Ciao ciao bambina” di Domenico Modugno. Sull’onda dell’emozione, tutti insieme si è cantato “nel blu dipinto di blu…” ma si è commentato anche il Festival 2024 appena concluso. E ogni partecipante all’incontro ha scelto una canzone del cuore da riascoltare insieme.
In via Saliceto, in un secondo incontro, si è parlato dei mestieri e professioni che gli ospiti della struttura hanno svolto. Anna ha ricordato il lavoro sartoriale; Lisa ha raccontato la sua scelta di non lavorare prima di aver conseguito la laurea; Assunta ha condiviso il suo orgoglio nel creare una coperta a uncinetto colorata; Ida e Massimo hanno rievocato la vita di campagna, quando ancora si lavavano i panni con la cenere. E sul filo delle immagini e delle vite si è conversato di aceto balsamico, di come era la scuola una volta, di come funzionavano le attività commerciali sessanta anni fa. Poi, su una mappa di Bologna, ciascuno ha riconosciuto diversi luoghi e ha descritto le esperienze che questi riportavano alla mente. 



In viale Roma, al “Giovanni XXIII”, l’argomento delle chiacchiere è stato invece il cibo. Un tema dolce-amaro, perché ha risvegliato ricordi legati a momenti di festa e di gioia condivisi con la famiglia, ma anche ricordi di periodi, durante la guerra, in cui il cibo scarseggiava e la fame era tanta. Così non tutti gli ospiti che hanno partecipato all’incontro hanno avuto voglia di provare nuovamente quel dolore; per altri è stata invece occasione importante per trasmettere agli operatori e agli psicologi, che quell’epoca non l’hanno vissuta, ciò di cui sono stati testimoni da giovani e le difficoltà che comunque sono riusciti a superare.



Gli incontri, animati dal contributo prezioso e fondamentale degli anziani assistiti di due delle strutture di ASP dedicate a persone anziane non autosufficienti, sono serviti per iniziare a riempire le “Scatole della Memoria” con i ricordi dei singoli ospiti. 

Le "Scatole della Memoria" rappresentano infatti un prezioso strumento di terapia della reminiscenza, una strategia non farmacologica per affrontare le demenze.
Un’attività che fa parte del Progetto AGISCO (AGIre in cooperazione per supportare psicologicamente i Soggetti COlpiti e fragili), iniziativa promossa da ASP per rispondere ai bisogni degli anziani e dei loro caregiver, particolarmente evidenziati durante la pandemia di Covid-19, in collaborazione con la cooperativa sociale Anziani e Non Solo. Finanziato dal Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo, AGISCO si propone di offrire un supporto mirato a coloro che ne hanno più bisogno, grazie all'intervento di un team di psicologi altamente qualificati.



Il laboratorio “Scatole della Memoria” è partito a febbraio 2024 nelle sedi ASP di via Saliceto e viale Roma. Questa attività innovativa si basa sulla stimolazione della memoria attraverso conversazioni - guidate da psicoterapeuti e le animatrici e gli operatori delle strutture  - e l'utilizzo di stimoli tangibili, come fotografie, video, canzoni, cibi e luoghi significativi.

L'elemento distintivo di questo laboratorio è l'integrazione della tecnologia tramite l'app "Box of our Memories", che permette di creare scatole della memoria personalizzate contenenti una vasta gamma di materiali. Durante le sessioni, i partecipanti rievocano momenti significativi della propria vita, condividono passioni ed emozioni, con l’obiettivo di preservare le proprie abilità cognitive, migliorare il tono dell’umore e rafforzare i legami sociali.



Gli incontri si svolgono in spazi appositamente allestiti per favorire la condivisione in gruppo, coinvolgendo un piccolo numero di partecipanti. Durante le sessioni dedicate alla "Musica a Sanremo", si ripercorre la storia del Festival di Sanremo attraverso le canzoni più celebri, immergendosi virtualmente nella città ligure. Nel momento dedicato ai "Colori dei mestieri", si esplorano le tradizioni legate alle varie professioni dei partecipanti, mentre durante "Le nostre tradizioni culinarie", si condividono le esperienze e le ricette preferite, raccontando storie e aneddoti legati alla cucina italiana, con uno sguardo particolare alle tradizioni bolognesi.

Chiara Amato
Modificato in data:  22-04-2024