L’evoluzione del laboratorio di Street Art, per i minori stranieri non accompagnati di Bologna, si avvicina alla svolta: il lavoro sul muro… Ma prima si elaborano strategie grafiche per rappresentare i propri pensieri.

di Marco Marano e Martina Lascaro



L'ultima giornata di laboratorio, per i ragazzi che si accingono a realizzare un'opera muraria presso il Centro Bacchelli di Borgo Panigale, nell'ambito del Progetto Mistart, promosso dalla Cabina di Regia per la Comunicazione SAI, e realizzato dall'Accademia di Belle Arti di Bologna, si apre con la consapevolezza che sia finita la prima fase del progetto... La giornata inizia a rilento, ma la prontezza ad affrontare il nuovo giorno arriva dentro gli zaini dei ragazzi che, con il consueto sorriso, stringono già la matita in mano tentennando a ritmo dell’attesa sul foglio nuovo da riempire.


Quattro mani diverse

Dei tre ragazzi la cui presenza è assidua, oggi il laboratorio vede la partecipazione solo di due di loro: Musa e Junior, manca all’appello Mohamed. Tuttavia, la stanza si popola della scia dei passi, per approfittare dei momenti precedenti all’inizio del laboratorio, facendo incetta del sole, che oggi riscalda il cielo di un ritrovato azzurro.



Senza la presenza di Mohamed, che ritroveremo al prossimo appuntamento, davanti al muro, diventa interessante osservare Musa e Junior che interagiscono in un italiano frammentato, poiché uno è di lingua inglese, l'altro francese, ma sono africani e dunque fratelli. Quattro banchi in fila, talenti differenti, quattro mani diverse dal tratto unico, forgiato dallo scorrere del tempo personale. Insomma, tutti insieme immersi in una nuova esercitazione: prof, coach e i due pargoli muniti di entusiasmo.


Il metodo giusto

Junior stringe nella mano un fascio di colori alla ricerca della tonalità più adatta a riempire gli spazi bianchi del disegno a cui ha dato forma. Nel frattempo, furtivamente getta un occhio al foglio del coach seduto accanto a lui; uno sguardo che non nasconde ammirazione, attenzione e curiosità per catturare il giusto metodo. Alla sua destra, Musa, invece, è tutto preso dal mistico dialogo tra sé e il disegno da riportare sul foglio: gli occhi catturano dettagliatamente le linee, le forme, il contorno che contenga i giusti colori. Certo è incontenibile la voglia di fare!





Incontro con i pensieri

Nella parte finale della giornata cambiano le dinamiche. Due tavoli e delle sedie nel giardino del Centro Zonarelli. Da una parte il Prof Danisi con una prova di disegno digitale, dall'altro il coach Sarli, in un momento di incontro con i pensieri: qual è il pensiero che vorresti lanciare al mondo?



Per Musa è la sua voglia di crescere e imparare, auto alimentando il proprio talento. Dalle parole a più voci esce fuori che una rappresentazione grafica di questo pensiero: una pianta che si auto innaffia. E a Musa questa rappresentazione piace. Junior invece vorrebbe comunicare al mondo la sua visione personale: il male e il bene hanno lo stesso peso. La sua rappresentazione sul foglio è quello di un viso metà: gioia da una parte e dolore dall'altra...




Photo Credit: Martina Lascaro
Chiara Amato
Modificato in data:  15-05-2024