Centro Interculturale Zonarelli, si è caratterizzato dall'entusiasmo dei ragazzi, che realizzeranno
un'opera muraria, per le celebrazioni della Festa del rifugiato. Gli artefici del progetto tecnico,
dell'Accademia di Belle Arti, ci spiegano le dinamiche didattiche...
di Marco Marano

La mattina di sabato 13 aprile è cominciata con una novità: Shanawar, il ragazzo pakistano, non si è presentato, ma al suo posto è arrivato Junior, del Camerun, che ha portato con sé un quaderno pieno dei suoi disegni, mostrandoli orgoglioso al tutor Vincenzo Sarli: "Sono molto belli! Complimenti..." Il ragazzo, compiaciuto, si siede in attesa di iniziare: "Il laboratorio MistArt – ci dice Sarli - ormai sembra ben avviato. Sono felice di notare un maggiore coinvolgimento dei ragazzi, che a volte hanno da dire e da trasmettere più di quanto si possa immaginare. Il percorso con cui si procede li mette in condizione di assimilare le basi della produzione pittorica e artistica, per poi sperimentare di sana pianta." Con l'arrivo di Junior le lingue utilizzate per l'interazione con i ragazzi diventano tre: all'italiano e all'inglese si
aggiunge il francese.
La dinamica dei tempi di realizzazione

Il programma che il Professor Danisi, responsabile artistico del progetto, insieme al tutor Sarli, si sono posti di portare a termine durante la giornata, che tra l'altro ha visto la presenza di Elisa Ambrosi, una delle autrici di un video-racconto su questa esperienza, riguarda le
Forme, la Macchia, e il Graffito. "In questo secondo incontro – spiega Danisi – i ragazzi sono stati immediatamente coinvolti nella creazione di un ritratto femminile in bianco e nero, seguendo le stesse istruzioni della precedente lezione. Il risultato è stato evidente fin da
subito: i tempi di realizzazione si sono praticamente dimezzati, rispetto alla scorsa volta. La qualità dei tratti è migliorata, l'approccio è più naturale e spontaneo, e anche la resa fisiognomica è più fedele, sebbene ancora lontana dall'essere un ritratto realistico vero e
proprio. Si saranno allenati durante la settimana?".
Tra forme e spazi

Attraverso il lavoro sulle forme si portano i ragazzi dentro le dinamiche di scomposizione dell'opera, mentre ogni macchia mette a nudo il tipo di stimolazioni differenti di ognuno di loro. Infine il graffito diventa una delle modalità di scrittura pratica, che occorre imparare: "Il
secondo incontro – sottolinea Sarli – si è concentrato sulle forme, sulle composizioni che riempiono gli spazi, sul graffito e il writing. Durante le esercitazioni e i disegni, è stato interessante vedere come diverse personalità interpretano differentemente ciascuno stimolo, i risultati che ne fuoriescono sono eterogenei e vivaci e alle volte rappresentano pura e libera espressione."

Linea, forma, consistenza, valore, spazio, colore, sono questi i paradigmi di cui impossessarsi: "Vincenzo – prosegue il Prof Danisi – sta riuscendo ad incuriosire questa giovane platea internazionale: dopo una sua lezione molto interessante su alcune basi del disegno, su
alcune pratiche 'non usuali' e su artisti contemporanei, tra cui un certo 'sconosciuto' Cézanne, che si concentrava sulle forme primordiali, con una gestualità pittorica quasi concentrica, è arrivata finalmente la prima prova di disegno con colori acrilici a pasta e l'utilizzo di pennelli. Qui, i ragazzi si sono confrontati con un nuovo mezzo, molto più difficile da gestire in termini di manualità e controllo e dovendo aggiungere la nota complessità della pratica del colore, che non è mai innocua, nemmeno per un professionista."
Il processo cognitivo dalla foto alle immagini

Era il mitico fotografo di guerra Robert Capa, esponente della "Fotografia umanista", antesignana del Fotogiornalismo, che diceva: "Se le tue foto non sono abbastanza buone vuol dire che non sei abbastanza vicino." In tal senso, diventa interessante chiedersi se esiste una
qualche connessione tra la logica del medium street art, e quella del realismo poetico della fotografia. Ambedue le espressioni si pongono come obiettivo il racconto dell'essere umano inserito nei suoi contesti sociali, il primo con l'arte l'altro con l'informazione. Ma il tema della
logica del medium non finisce qui...

Vi è anche un aspetto di carattere tecnico-cognitivo che riguarda la capacità di definizione del tratto, a scopo imitativo. Osservare una foto e copiarne il contenuto, porta con sé problematiche differenti che attivare lo stesso procedimento da un monitor. Sentiamo come ce lo spiega il professor Danisi: "Va sottolineato un aspetto non trascurabile: fino ad ora questi ritratti sono stati realizzati dai ragazzi prendendo come riferimento una fotografia proiettata su una grande parete tramite un videoproiettore. Mentalmente, questo non è un compito sempre facile da gestire. In primo luogo, c'è la mancanza della tridimensionalità di un volto reale, che fornisce al disegnatore una ricchezza di informazioni con tutti i suoi chiaroscuri dinamici, anche se immobili. Inoltre, l'immagine è molto ingrandita e deve essere
trasferita mentalmente su un foglio decisamente più piccolo. Se questo non è di solito un problema per un disegnatore, la natura digitale dell'immagine proposta potrebbe complicare qualche aspetto. Quando ero giovane disegnatore, trovavo spesso difficile copiare un volto
da uno schermo piuttosto che da una fotografia stampata. Le possibili spiegazioni che mi davo all’epoca, al di là della mia abitudine tecnica pregressa, erano molteplici: dalla luminosità abbagliante dei pixel che alterano la percezione tonale, al loro minor valore
informativo rispetto a un'immagine stampata, fino alla difficoltà di gestire manualmente la posizione nello spazio di una foto su un piano orizzontale rispetto alla fissità di un monitor su un piano verticale, che include ulteriormente un’assenza di profondità. Se questi ragazzi
condividessero queste stesse mie difficoltà, il valore del loro lavoro dovrebbe essere quindi ancora più apprezzabile."
Per una sperimentazione delle possibilità

Anche il laboratorio di street art dello Zonarelli sembra un piccolo luogo di sperimentazione, prima di tutto delle possibilità... Possibilità di fornire delle basi ai ragazzi, sempre più emozionati e sorridenti nell'affrontare questa esperienza. Poi, portare il loro messaggio al
mondo. E' così che gli accompagnatori dei ragazzi nel loro viaggio interiore hanno rappresentato questa dimensione...

"Prima di immergerci nel compito finale, - segnala Danisi – che consisterà nel realizzare un grande disegno all'aperto, siamo desiderosi di esplorare tutte le pratiche disponibili. Dalla creazione 'dal vivo' fino all'utilizzo di iPad con app di disegno digitale, vogliamo coprire tutte
le basi. Riteniamo fondamentale offrire ai ragazzi un vasto panorama di tecniche creative nel disegno. La familiarità con una varietà di approcci possibili per affrontare lo stesso problema può arricchire la loro pratica mentale generale e stimolare la creatività."

"Mi piace – conclude Sarli – l’idea di aiutare a trovare un modo per parlare al mondo e lasciare un messaggio. Il contesto con cui hanno interagito i ragazzi nella loro ancora breve esistenza non è di certo florido e roseo come invece si prospetta questa rinascita nel
bolognese. Questo percorso sta gettando le basi affinché ai ragazzi rimanga qualcosa di duraturo, che riesca a sdoganare il pensiero dal luogo comune."
Photo Credit: Marco Marano
