La fine del progetto è arrivata. L'ultimo incontro, pieno di emozioni, è stato quello di sabato 15 giugno, presso il Centro Zonarelli, con i pannelli ancora da ultimare dalle mani di Musa e Junior. La presentazione dell'opera rientra nelle celebrazioni della Giornata Mondiale del rifugiato di quest'anno.
di Marco Marano e Martina Lascaro
Il sole splende e riscalda Bologna, l’approssimarsi dell’estate rende solo un ricordo il tempo incerto che ha accompagnato i primi giorni e le prime lezioni. Ed è con il bel tempo che si fa spazio il momento tanto atteso: prendere in mano pennelli e colori.
Si chiude il progetto Mistart, con la consapevolezza che il cambiamento in corso d'opera, dal murale sul muro a quello su pannelli, abbia in realtà determinato un valore aggiunto, che può essere rappresentato dall'aver voluto valorizzare il talento dei ragazzi prima ancora di mostrare quanto siano bravi a creare forme e a far scorrere le linee.
Il sorriso di Musa
Le ultime settimane sono state caratterizzate da un susseguirsi di punti interrogativi accanto ai punti esclamativi, alla fine delle giornate, perché quelli non mancano mai...
Poi, la svolta arriva, anzi, torna col sorriso di Musa. Tutti qui hanno sentito la sua mancanza, lo spazio lasciato dalla sua sedia vuota è stato riempito con l’attesa della sua ripresa. Eppure, proprio quella sedia stava a rimarcare e ci ricordava la sua accesa volontà di disegnare, di dar voce al suo talento.
Quando un progetto prende anche il cuore
I ragazzi arrivano puntuali, fremono dalla voglia di mettersi a lavorare e non si lasciano sfuggire neanche un minuto per tenere le mani in pasta. 
Mescolare i colori è la parola del giorno e, si potrebbe dire, quella che dà un senso al loro talento. Infatti, la serietà e la freddezza iniziale è stata definitivamente superata, per lasciare il posto ad una fremente complicità. 
“Questi progetti prendono tempo, ma alla fine prendono anche il cuore”, dice il Professor Danisi tra una pennellata e l’altra...
La costruzione di un legame sociale
Il lascito di questo progetto non sarà solo il lavoro finale a cui si è giunti a fronte di questi mesi, ma anche i legami che sono stati intessuti, grazie all’incontro e allo spazio comune che ha visto nascere nuove amicizie. “Come stai?” È la prima domanda che i ragazzi pongono ed è sincero l’interesse nel sapere cosa accade ad ognuno all'infuori di quel mondo. 
Junior, sulla cui passione tutti hanno creduto, prende il telefono con un sorriso sornione e dice a Vincenzo Sarli “Guarda, ti ho visto in centro!”: ormai le vite di chi si è affacciato al progetto si sono incrociate, e vanno oltre la dimensione didattica. Quello che si è creato è un riconoscimento comune di senso, prodromico al concetto stesso di legame: ti ho riconosciuto, perché riconosco il nostro legame.
Un pensiero, una visione
C'è un pensiero, forse una visione, che gira in questa giornata allo Zonarelli, quella di permettere a Musa e Junior di poter studiare Arti grafiche a Bologna. Perché se parliamo del lascito di Mistart, la proiezione più bella sarebbe proprio quella di aver scoperto due bravissimi artisti, a cui consegnare una possibilità... Una possibilità si dovrebbe offrire a tutti coloro che hanno talento...
Photo credit Martina Lascaro
