I minori stranieri non accompagnati (MSNA) si trovano a dover affrontare numerose sfide, sia di natura psicologica che sociale e pratica. L’esigenza di un sostegno adeguato e strutturato diventa fondamentale, anche a beneficio di tutta la comunità che li accoglie. Come è ormai ben evidente negli ultimi anni, molto spesso questi giovani arrivano sul territorio privi di una rete familiare o di riferimento, devono confrontarsi con difficoltà legate all’integrazione, alla lingua e al superamento di esperienze traumatiche. 

I progetti FAMI FASTER 2.0 e RETHINK  - il primo in partenza a breve e il secondo avviato a inizio estate 2024 - si pongono come ulteriori risposte concrete a queste esigenze: attraverso il potenziamento e la sperimentazione di servizi specificatamente progettati sulla base dei bisogni emergenti, il coinvolgimento di operatori qualificati, ma anche di famiglie e cittadini adeguatamente formati, molti di questi ragazzi non solo potranno essere accolti, ma anche supportati in un percorso concreto di integrazione sociale, che li aiuti a costruire il loro futuro affrontandone le sfide.

Entrambi i progetti sono promossi e guidati da ASP Città di Bologna su impulso del Comune di Bologna, con l’obiettivo di arricchire e potenziare le azioni di accoglienza dei MSNA realizzate nell’ambito del Sistema Accoglienza Integrazione Area Metropolitana (SAI), che ASP coordina su delega del Comune. 



Si è tenuta il 26 settembre, a Palazzo d’Accursio a Bologna, la conferenza stampa per presentare i due progetti. Alla conferenza nella sala stampa del Comune hanno partecipato l’assessore al welfare e alle nuove cittadinanza, Luca Rizzo Nervo; Annalisa Faccini, Direttrice Area Coesione Sociale di ASP; Annaviola Toller del Coordinamento Accoglienza SAI MSNA – ASP.



FASTER 2.0: un nuovo approccio all’accoglienza con famiglie e cittadini al centro 



Il progetto FASTER 2.0 è finanziato dal Fondo Accoglienza Migrazione Integrazione (FAMI) Il finanziamento complessivo per 36 mesi di progetto è di 780.000 euro.  È pensato per creare una rete di supporto ampia e diffusa in Emilia-Romagna, coinvolgendo non solo i servizi sociali e le istituzioni, ma anche le famiglie e i cittadini. Il progetto, che vede capofila Asp Città di Bologna, coinvolge diversi partner regionali, tra cui ANCI Emilia-Romagna, i Comuni di Reggio Emilia, Rimini e Piacenza, cooperative sociali e organizzazioni del terzo settore quali CIDAS, Strade Blu, ASP Ferrara e Centro Immigrazione Asilo cooperazione internazionale di Parma e provincia. 

Al progetto hanno inoltre aderito: Regione Emilia Romagna, Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’Emilia Romagna, Comune di Bologna, Associazione Famiglie Accoglienti, Associazione Tutori in rete, Unione Romagna Faentina, ASP Distretto di Fidenza, Comune di Ravenna, Comune di Modena.

L’obiettivo di FASTER 2.0, che prosegue e sviluppa il precedente progetto FASTER,  è potenziare la diffusione dell’affido per i minori stranieri non accompagnati ed integrare i tradizionali modelli di accoglienza con nuove forme di vicinanza solidale che coinvolgano attivamente la cittadinanza. L’idea è quella di creare un sistema più flessibile e capillare, dove ogni cittadino possa contribuire in base alle proprie possibilità e disponibilità al buon esito del percorso di inclusione sociale dei giovani stranieri giunti soli in Italia.  

Questo tipo di vicinanza solidale è pensato per essere un supporto non solo pratico, ma anche emotivo e relazionale, offrendo ai ragazzi una rete di sicurezza che li accompagni nel processo di integrazione. Il progetto prevede di coinvolgere circa 100 minori e 200 cittadine e cittadini (singoli e  singole, coppie sposate o conviventi, con o senza figli) attraverso una serie di attività di sensibilizzazione, info-formazione e accompagnamento. 

Tra gli obiettivi principali del progetto ci sono:
  • Percorsi personalizzati di accoglienza: ogni minore o neomaggiorenne avrà accesso a un piano individualizzato di supporto, che potrà includere affido (full time, part time e diurno), accoglienza in famiglia o forme di affiancamento specifiche per il contesto di vita.
  • Rete di prossimità: sarà creata una rete di cittadini e famiglie pronte a offrire il proprio tempo e le proprie risorse per aiutare i ragazzi ad affrontare le sfide quotidiane, dalla scuola alla ricerca di un lavoro.
  • Formazione degli operatori: per garantire un supporto di alta qualità, saranno organizzati corsi di formazione mirati per gli operatori sociali e i cittadini coinvolti, così da fornire loro gli strumenti necessari per gestire situazioni complesse.

RETHINK: un supporto psico-sociale a 360 gradi per i MSNA più fragili



Mentre FASTER 2.0 lavora anche su una dimensione regionale, il progetto RETHINK, che ha preso il via all’inizio dell’estate 2024,  si concentra sulla città di Bologna e l’area metropolitana. Finanziato anch’esso dal FAMI, RETHINK si propone di rafforzare i servizi psico-sociali del territorio metropolitano, con un’attenzione particolare ai minori che presentano difficoltà psicologiche, sociali o che rischiano di rimanere esclusi dai percorsi di integrazione.

Oltre ad Asp Città di Bologna (capofila del progetto) e al Comune di Bologna, partner del progetto sono: CIDAS Società Cooperativa, CEIS ARTE Cooperativa Sociale Onlus, Consorzio l’Arcolaio. Il progetto, finanziato dal FAMI con 950.000 euro, avrà una durata di 36 mesi ed è il primo nella graduatoria nazionale, per questa linea di finanziamento.

Il progetto vede inoltre l’adesione del Dipartimento di Salute mentale-dipendenze patologiche dell’AUSL e del CPIA metropolitano di Bologna.

L’obiettivo principale di RETHINK è qualificare e migliorare ulteriormente l'accoglienza, in particolare dei MSNA, superando un approccio emergenziale e costruendo una rete di supporto continuativa. Questo approccio è fondamentale per affrontare le problematiche legate alla marginalità e al rischio di devianza, che possono emergere quando i giovani stranieri non trovano un ambiente in grado di sostenere le loro esigenze specifiche.
Il progetto coinvolgerà circa 250 minori nei prossimi tre anni, e le attività previste includono:
  • Potenziamento del Centro Diurno “CivicoZero Bologna” attivo presso lo Spazio MET: il progetto amplierà le attività Centro diurno dedicato ai giovani stranieri e attivo presso MET - La Casa dei Cantieri Meticci di via Gorky a Bologna, offrendo più risorse e supporto per i giovani dai 16 ai 21 anni. Qui i ragazzi potranno trovare non solo un luogo sicuro, ma anche l’opportunità di partecipare a percorsi educativi, formativi e di integrazione sociale.
  • Equipe multidisciplinari: saranno create squadre composte da psicologi, educatori, assistenti sociali e operatori del sistema di accoglienza, che lavoreranno insieme per offrire un supporto integrato e specializzato ai ragazzi con le maggiori fragilità.
  • Equipe di prossimità: queste squadre lavoreranno direttamente sul campo, nelle zone più sensibili della città, per raggiungere i ragazzi che vivono in condizioni di marginalità e offrire loro un aiuto immediato e personalizzato.
  • Formazione e partecipazione attiva: anche RETHINK prevede un ampio programma di formazione, destinato a oltre 160 operatori del settore sociale, sanitario, educativo e del volontariato. Lo scopo è fornire loro strumenti aggiornati per affrontare al meglio le sfide poste dall’inclusione dei minori stranieri. Uno degli aspetti innovativi del progetto è l'approccio partecipativo: i ragazzi stessi saranno coinvolti attivamente nel definire i loro bisogni e nel co-progettare i servizi che verranno loro offerti. Questo metodo vuole dare voce ai minori, rendendoli protagonisti del proprio percorso di integrazione e permettendo loro di partecipare attivamente alla vita della comunità che li accoglie.
Mattia Cocchi
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Modificato in data:  09-07-2025