La scorsa settimana si è tenuta la prima visita guidata dedicata ai minori stranieri non accompagnati (MSNA) nell’ambito del progetto “Biglietto sospeso”, promosso da Fondazione Carisbo e Opera Laboratori a Palazzo Fava, in collaborazione con ASP Città di Bologna.
Un gruppo di circa quindici ragazzi, provenienti da diverse strutture di accoglienza che partecipano ai laboratori del Centro Diurno Carè in gestione a Cooperativa Domani e CEIS ARTE, accompagnati dai loro educatori, ha partecipato al percorso alla mostra Michelangelo e Bologna, vivendo un’esperienza culturale pensata su misura per loro.
Ad accoglierli, due operatori de La Quadreria di ASP, che hanno preparato con attenzione la visita costruendo un itinerario accessibile, con focus tematici adatti a giovani migranti e un linguaggio chiaro e coinvolgente.
L’obiettivo non era solo “vedere una mostra”, ma far sentire i ragazzi stranieri parte di una storia.
Il percorso ha messo in luce alcuni passaggi della giovinezza di Michelangelo – lontano da casa, in formazione, alla ricerca di opportunità e sostegno – creando parallelismi con le esperienze di molti ragazzi che oggi vivono situazioni di transizione e spaesamento. Un modo per trasformare l’arte in uno strumento di riconoscimento, confronto e crescita.
L’iniziativa rientra nel progetto “Biglietto sospeso”, che permette ai visitatori della mostra di donare un ingresso a persone in condizione di fragilità – tra cui minori stranieri non accompagnati, nuclei in accoglienza e famiglie del progetto Vesta – offrendo loro l’opportunità di accedere alla cultura in modo pieno e consapevole.
ASP Città di Bologna coordina i percorsi dedicati, curandone la progettazione educativa e la mediazione museale attraverso l’esperienza de La Quadreria, con narrazioni capaci di collegare le opere alle storie personali dei partecipanti.
Dopo questo primo appuntamento, la prossima settimana è già in programma una seconda visita, che coinvolgerà un nuovo gruppo di ragazzi provenienti dalle strutture di accoglienza.
Un piccolo gesto – un biglietto donato – che diventa un’esperienza concreta di partecipazione e cittadinanza, dimostrando come la cultura possa essere davvero un ponte tra persone, storie e comunità.
