Cuore pulsante del progetto, nato per sostenere l’autonomia dei minori stranieri non accompagnati e dei neomaggiorenni, è stato proprio il centro diurno, divenuto in tre anni un punto di riferimento per centinaia di ragazzi tra i 16 e i 21 anni, provenienti sia da percorsi di accoglienza che post-accoglienza.
Il modello del centro si è ispirato all’esperienza consolidata di CivicoZero a Roma, che ha fornito un importante impianto metodologico ripreso anche a Bologna. L’esperienza romana è stata racontata, durante l’incontro, da Rodolfo Mesaroli, Psicologo e Direttore scientifico di CivicoZero Onlus, Prof. Marco Catarci, Prorettore Università degli Studi Roma Tre e dalla Prof.ssa Lavinia Bianchi, Università degli Studi Roma Tre.
Luogo di prossimità e ascolto, il centro di via Gorki ha ospitato laboratori, attività educative e momenti di orientamento al lavoro, coinvolgendo numerose realtà del territorio.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare il passaggio di testimone al nuovo progetto ReThink, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), che garantirà la continuità del centro fino al 2027. Il progetto ReThink - promosso e guidato da ASP Città di Bologna su impulso del Comune di Bologna, con l’obiettivo di arricchire e potenziare le azioni di accoglienza dei MSNA realizzate nell’ambito del Sistema Accoglienza Integrazione Area Metropolitana (SAI), che ASP coordina su delega del Comune - intende offrire un supporto psico-sociale a 360 gradi per i minori stranieri non accompagnati più fragili. Il centro diurno di via Gorki, gestito da Cidas, vedrà ora la collaborazione anche di Società Dolce e CEIS, proseguendo un'esperienza che ha già dimostrato di saper fare la differenza.
All’incontro hanno partecipato numerosi operatori dell’accoglienza e rappresentanti delle organizzazioni coinvolte, testimoniando il valore di una rete che si consolida nel tempo.

