Il Centro Servizi “Giovanni XXIII” di Bologna si presenta oggi in una veste nuova, più efficiente, sostenibile e all’avanguardia, grazie alla conclusione di un importante intervento di riqualificazione energetica reso possibile dal co-finanziamento del Fondo Sviluppo e Coesione. Il progetto ha rappresentato una risposta concreta e strategica alla necessità di ridurre i consumi energetici e le emissioni climalteranti di uno degli edifici pubblici più rilevanti del tessuto urbano bolognese, sede di servizi socioassistenziali fondamentali per la comunità.

Il Centro Servizi offre cinque diverse tipologie di assistenza dedicate alla popolazione anziana: Appartamenti Protetti; Comunità Alloggio; Casa di Riposo; Casa Residenza Anziani; Centro Diurno per anziani e Centro Diurno Specializzato per le Demenze.
Questi servizi, pur mantenendo una propria autonomia organizzativa, sono strettamente integrati tra loro e costituiscono una struttura polifunzionale. Tale organizzazione consente di offrire risposte personalizzate e diversificate ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie, accogliendo complessivamente fino a 195 ospiti.



Grazie a questo modello integrato e alla forza della comunità, non solo si ottiene un risparmio di risorse pubbliche e una riduzione dell’impatto ambientale, ma si migliora concretamente la qualità della vita delle persone che vi risiedono.

Finanziato attraverso il Bando per il supporto ad interventi di riqualificazione energetica e miglioramento/adeguamento sismico degli edifici pubblici dedicato all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, l’intervento ha goduto di un contributo pari al 70% della spesa complessiva, per un importo ammesso a finanziamento di oltre 1,7 milioni di euro. Il progetto è stato promosso da ASP Città di Bologna, che ha guidato ogni fase dell’intervento, dalla progettazione alla realizzazione, fino al collaudo tecnico-amministrativo conclusosi con esito positivo a maggio 2025.

L’intervento ha interessato l’immobile di Viale Roma 21, costruito nel 1969 e suddiviso in tre corpi principali, oggetto di un’azione di riqualificazione mirata alle criticità energetiche più rilevanti. A partire dall’involucro edilizio, è stato realizzato l’isolamento termico a cappotto su una vasta porzione delle superfici verticali e orizzontali delle ali A e B e del corpo centrale, con l’obiettivo di ridurre le dispersioni termiche e migliorare il comfort abitativo interno. L’adeguamento ha coinvolto anche i sottotetti, con l’impiego di materiali isolanti ad alte prestazioni, in conformità ai più recenti criteri ambientali minimi.



Il progetto ha avuto come obiettivo la riduzione sensibile dei consumi energetici e l’incremento dell’autosufficienza attraverso l’adozione di fonti rinnovabili.
Il cuore dell’intervento ha riguardato la riqualificazione energetica dell’involucro edilizio. Sono state isolate le superfici verticali delle ali A e B con cappotto termico, il tetto piano del corpo centrale e i solai dei sottotetti con materiali ad alte prestazioni. Queste operazioni hanno mirato a ridurre la dispersione termica dell’edificio e ad aumentare il comfort interno, mantenendo pienamente operativa la struttura anche durante il cantiere.

Accanto alle opere di isolamento, è stato realizzato un importante intervento di relamping, con la sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con nuovi apparecchi a LED ad alta efficienza, ed è stato installato un sistema di valvole termostatiche intelligenti negli appartamenti protetti, permettendo una gestione più efficace e flessibile della climatizzazione interna.

Particolarmente significativo è stato l’ampliamento del sistema di autoproduzione energetica. Il nuovo impianto fotovoltaico da circa 150 kWp, installato sulle coperture dei corpi A e B. L’intera produzione è destinata all’autoconsumo, contribuendo così alla sostenibilità economica e ambientale del servizio.

Durante i lavori sono state introdotte alcune varianti migliorative, tra cui il rifacimento della guaina di copertura, l’adeguamento ignifugo di aree in prossimità delle scale di emergenza e la modifica di aperture per la futura realizzazione di mini appartamenti. Tali modifiche, approvate e documentate secondo le disposizioni di legge, hanno garantito il completamento ottimale delle opere senza compromettere la qualità esecutiva né i tempi di consegna.

Il progetto rappresenta oggi un modello virtuoso di come i fondi strutturali europei possano essere impiegati per la transizione ecologica del patrimonio immobiliare pubblico, contribuendo a migliorare l’efficienza degli edifici, ridurre l’impatto ambientale e, soprattutto, offrire un servizio migliore e più sostenibile alla collettività. La riqualificazione del Centro Servizi “Giovanni XXIII” è, a tutti gli effetti, una buona pratica replicabile in altri contesti pubblici analoghi, e un esempio concreto di politica regionale efficace e lungimirante.

 


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Mattia Cocchi
Modificato in data:  03-02-2026