Blessing è una giovane mamma proveniente dalla Nigeria e insieme alla sua bambina, sono arrivate al Servizio Protezioni Internazionali nel maggio 2017. Dopo il primo colloquio vengono inserite in una comunità per l’avvio di un progetto di accoglienza. L’inizio non è stato semplice: un passato difficile alle spalle e abitudini di vita diverse, dettate da una cultura e un modo di vivere differenti, la portavano a scontrarsi con le regole e le impostazioni di questa “società”. Anche il rapporto con la figlia, all’epoca di un anno, era molto complicato: paura di non essere all’altezza delle funzioni genitoriali, fatica nel dover crescere la bimba da sola, senza il padre, difficoltà a chiedere aiuto nella gestione delle responsabilità quotidiane. Ad un anno di distanza quella che ci troviamo davanti è decisamente un’altra Blessing. Una donna serena, curata, che si rapporta positivamente con gli altri, rispetta le regole di convivenza, gli orari per gli incontri con l’assistente sociale e con le istituzioni in generale. Anche il rapporto con la bambina è cambiato: oltre ad aver capito ed accettato la giusta responsabilità nei suoi confronti, è soprattutto molto migliorata la parte relazionale, affettiva e di cura. Un risultato più che positivo frutto di un intenso lavoro educativo unito alla volontà di questa giovane donna di dare un calcio al passato per la concretizzazione di una speranza e di un sogno da vivere insieme alla sua bambina. Oggi Blessing frequenta un corso di italiano, è inserita in un percorso di volontariato e a breve inizierà un tirocinio. La sua bambina frequenta regolarmente l’asilo nido. Una storia da condividere per cambiare la narrazione del fenomeno migratorio e poter essere da esempio per le tante giovani donne che attraversano difficoltà psichiche e fisiche per cercare una vita migliore, un riscatto.
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