Comune di Bologna e ASP Città di Bologna presentano la palazzina riqualificata nel quartiere Navile: 20 nuovi posti letto, grazie a risorse PNRR e di ASP.
Comune e ASP Città di Bologna ampliano la rete cittadina dell’housing temporaneo rivolta a persone adulte a rischio di emarginazione, nell’ambito dei servizi di accoglienza assicurati dal Contratto di servizio. Con la riqualificazione e l’apertura dell’immobile di proprietà di ASP in Via Raimondi 41, che mette a disposizione altri 20 posti letto, la dotazione complessiva dell’accoglienza cittadina raggiunge 42 alloggi (di cui 9 di
proprietà del Comune di Bologna, 13 di proprietà di ASP e 20 di proprietà privata) per un totale di 76 posti letto.
Il modello, già consolidato nel welfare bolognese e ora ulteriormente sviluppato grazie alle risorse PNRR, punta su un’accoglienza diffusa in piccoli nuclei abitativi e in contesti domestici. Questo approccio rappresenta un’alternativa concreta alle strutture collettive di grandi dimensioni, pensata per accompagnare le persone in condizione di fragilità verso una reale autonomia.
Il progetto di housing temporaneo: dagli appartamenti diffusi alla nuova struttura
L’apertura dell’immobile di via Raimondi rientra nel progetto di housing temporaneo avviato da Comune e ASP nell’agosto 2025, nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e coesione” del PNRR, Componente 2, Sub-investimento 1.3.1 “Housing First”, rivolto a persone adulte con fragilità e prive di un alloggio adeguato, ma in possesso di risorse personali e di un livello di autonomia compatibili con la coabitazione. Il finanziamento PNRR ammonta complessivamente a 710.000 euro, di cui 500.000 euro per i lavori di ristrutturazione e 210.000 euro per la gestione complessiva del progetto. A queste risorse si è aggiunto il contributo diretto di ASP per ulteriori 495.000 euro, portando l’investimento totale per la riqualificazione dell’immobile a 995.000 euro. Nella prima fase, avviata ad agosto 2025, il finanziamento PNRR ha consentito di attivare tempestivamente un’accoglienza temporanea tramite sei appartamenti diffusi di proprietà di ASP, cinque in zona Barca e uno in zona Saffi, per una capienza complessiva di 24 persone.
Attualmente vi trovano ospitalità 23 persone, 20 uomini e 3 donne, con esperienze di vita in strada o precedenti percorsi di accoglienza.
Parallelamente, i fondi PNRR sono serviti anche a finanziare la ristrutturazione della palazzina di via Raimondi 41, consolidando e strutturando stabilmente la rete di accoglienza temporanea già attivata con i primi sei appartamenti.
Via Raimondi 41: la riqualificazione e i nuovi spazi
L’edificio di via Raimondi, di proprietà di ASP, è una palazzina risalente alla prima metà del secolo scorso che si sviluppa su tre piani, con due appartamenti per piano, per un totale di sei unità immobiliari di circa 75 metri quadrati ciascuna, composte da cucina abitabile, due camere doppie e un bagno, oltre alle cantine e ad alcuni locali di servizio al piano interrato. I lavori, coordinati dal Servizio Patrimonio di ASP e realizzati entro i termini previsti dal PNRR, hanno riguardato il rifacimento degli impianti e delle principali finiture, la riqualificazione integrale di cucine e bagni, la sostituzione di infissi, porte e persiane e vari interventi sulle parti comuni, sulla struttura e sugli spazi esterni. Dal 5 ottobre i primi sette ospiti hanno già iniziato il loro percorso all’interno della struttura.
L’accompagnamento all’autonomia abitativa
Il servizio nel condominio di via Raimondi 41 è gestito da ASP Città di Bologna attraverso il Consorzio L’Arcolaio, con un’équipe composta da una coordinatrice operativa, tutor abitativi e una figura di mediazione di comunità. I tutor accompagnano le persone nel proprio percorso, definendo e rinnovando un patto individuale di adesione. Offrono supporto nella ricerca di lavoro e di una casa, nelle pratiche amministrative e nell’accesso ai servizi del territorio, oltre a intervenire sulla convivenza e sulla cura degli alloggi. In tutti gli alloggi, le persone accolte contribuiscono alle spese di ospitalità in base alla propria fascia ISEE, attraverso un contributo mensile graduato in relazione alla capacità economica individuale, cui si aggiunge una quota fissa per le utenze. La permanenza nell’housing temporaneo è regolata attraverso assegnazioni della durata di sei mesi, rinnovabili nell’ambito del percorso individuale. La durata ordinaria dell’accoglienza è prevista fino a due anni; in situazioni eccezionali, sulla base della regolamentazione comunale dell’housing temporaneo, il percorso può essere prolungato fino a un massimo di sei anni.
Il modello favorisce la gestione autonoma della quotidianità, la corresponsabilità nella cura degli spazi e una convivenza equilibrata, sostenendo il passaggio verso una soluzione abitativa stabile e una maggiore integrazione nella comunità.
Lavoro e accesso alla casa: le condizioni per l’autonomia
Il lavoro e l’autonomia economica rappresentano un traguardo fondamentale, ma oggi non sono più sufficienti a garantire l’accesso a un’abitazione. Trovare una casa sul libero mercato o accedere all’edilizia residenziale pubblica è diventato estremamente difficile, persino per chi possiede un reddito regolare e una buona autonomia personale. Lo confermano i dati dei primi mesi di attività nei sei appartamenti diffusi del progetto: tra le 23 persone accolte, 15 hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e altre 4 lavorano a tempo determinato. Di queste, 8 risultano inserite nelle graduatorie ERP, mentre le restanti 13 non hanno i requisiti per accedervi o sono in attesa. Nonostante la stabilità lavorativa, queste persone si trovano in una situazione di forte vulnerabilità in quanto non dispongono delle garanzie economiche rigidamente richieste dai proprietari privati o non possiedono i requisiti per l’edilizia pubblica. Questo scenario dimostra quanto sia cruciale il lavoro di accompagnamento e l’offerta di alloggi diffusi dedicati, strumenti indispensabili per colmare il divario tra l’autonomia economica delle persone e le difficoltà reali di un mercato immobiliare sempre più accessibile con difficoltà.
Il contributo del lascito Tamburini e Brini
L’acquisto degli arredi destinati ai sei appartamenti diffusi già attivi e ai sei appartamenti di via Raimondi 41 è stato finanziato grazie al lascito ereditario delle signore Cecilia Tamburini e Iole Brini ad ASP Città di Bologna, curato dall’architetta Paola Piazzi. Per ricordare e valorizzare il loro gesto generoso, all’interno del condominio è stata apposta una targa commemorativa.
Conferenza Stampa del 5 ottobre 2026 ore 11:30 presso il Condominio Raimondi, in Via Raimondi 41 Bologna.
