Il 2020, senza cedere ad inutili superstizioni, è stato certamente un anno particolare.

Sulla stampa e sul web sono molti i commentatori che ci ricordano come l’anno sia iniziato con diverse calamità naturali, con incendi devastanti, alluvioni e terremoti. Tragedie il più delle volte lontane, che non hanno avuto effetti diretti e immediati sulla nostra quotidianità. Nel 2020, però tutti noi siamo stati costretti a vivere una pandemia mondiale che ha avuto effetti locali, vicini, personali, interiori.

Un anno da dimenticare? Un anno perso? Un anno da “chiudere” il più velocemente possibile?

Credo che non possiamo permetterci di dimenticare quanto abbiamo affrontato. Anzi, siamo tutti chiamati a dare valore alle esperienze che hanno segnato la nostra vita, quella delle nostre famiglie, di persone a noi care e delle nostre comunità di appartenenza.

Anche per noi di ASP ricordare è importante, in un momento in cui il passato è ancora molto connesso al nostro presente, dove le fatiche di ieri sono ancora l’impegno di oggi.

Ricordare è premessa per dare valore e significato all’impegno di tante persone che nei nostri servizi hanno messo a disposizione non solo la propria professionalità, ma in primo luogo la propria dimensione di disponibilità, di cura, di partecipazione.

Ricordare è rileggere come, travolti dall’ignoto e da un fenomeno più grande di noi, le persone prima e l’organizzazione poi, hanno reagito, hanno messo in campo un atteggiamento proattivo per “costruire” soluzioni, per non soccombere alla passività del lamento e per cercare vie nuove dove fino a quel momento sembrava che fosse impossibile trovare spazi di azione e modalità differenti rispetto al nostro consolidato, al nostro modo di essere.

E’ così che nelle nostre vite e nei nostri servizi si è determinato un “prima” e un “poi”. Modelli che sembravano immutabili che si sono sgretolati a favore di altri non immaginabili. Rigidità e lentezze che sono divenute dinamicità e intraprendenza. Vincoli e limiti che sono evoluti in spazi di azione possibile, nei quali abbiamo agito, nei quali siamo stati costretti ad agire.

Ricordare, quindi, per non dimenticare le tante sofferenze che abbiamo provato: perle persone che non hanno superato la malattia, per l’isolamento e la solitudine vissuta dai più fragili, per i disagi economici delle famiglie già segnate da precarietà lavorative e abitative.

Ricordare per esprimere gratitudine per il lavoro fatto, ma anche per andare avanti, per rinnovare il nostro impegno, per confermare il nostro senso di responsabilità, per poter “alzare lo sguardo” verso nuovi obiettivi, per continuare a fare e per cercare di far meglio, imparando dagli errori, crescendo nell’esperienza, come azienda, come servizi e come persone.

E’ con questo spirito che, a nome dell’intera Direzione e dell’Amministratrice Unica, voglio augurare un buon Natale a tutte le persone di ASP. Un buon Natale speciale, un buon Natale 2020.

di Angelo Stanghellini - Direttore Generale

 

Pubblicato il 28 dicembre 2020

Tratto da ASP NEWS 4 - 2020