
Il Comune di Bologna, attraverso il Comitato Locale Esecuzione Penale Adulti (CLEPA), guida un ambizioso progetto per il reinserimento sociale e lavorativo di persone coinvolte nel sistema penale. Con il supporto del Ministero della Giustizia, della Cassa delle Ammende e della Regione Emilia-Romagna, il progetto "Territori per il Reinserimento" (TPR) si avvale di finanziamenti dedicati per affrontare le complessità legate alla detenzione e al ritorno in società.
Principali obiettivi
- Interventi educativi e di mediazione linguistico-culturale all'interno dei due Istituti di Pena Cittadini
- Sostegno ai percorsi di reinserimento sociale in supporto ai servizi coinvolti nelle misure di esecuzione penale esterna o nei primi mesi in seguito alla dimissione da un istituto di pena
Fondi assegnati
- 1.474.977 euro per il triennio 2023-2025.
Governance e attuazione
La governance del progetto è coordinata dalla Regione Emilia-Romagna tramite una Cabina di Regia Regionale. A livello locale, l'Ufficio di Piano del Comune di Bologna gestisce la programmazione e i finanziamenti, mentre l'ASP Città di Bologna, in collaborazione con enti del Terzo Settore e istituzioni partner, infrastruttura e implementa le azioni previste.
Nel settembre 2024, ASP Bologna ha indetto un'istruttoria pubblica per individuare soggetti disponibili alla co-progettazione e gestione delle attività. Nel progetto TPR risulta coinvolta una rete articolata di partner, istituzioni locali (Istituto Penale per i Minorenni IPM, Ufficio Servizio Sociale Minorenni U.S.S.M., Ufficio Esecuzione Penale Esterna U.E.P.E., Servizi sociali, AUSL e Casa Circondariale di Bologna) ed enti del Terzo Settore (Consorzio l’Arcolaio, Associazione Volontari del Carcere, Società Dolce, CEIS A.R.T.E., Piazza Grande, CIDAS, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, CEFAL Emilia-Romagna, Open Group).
Le tipologie di intervento
Mediazione interculturale e interventi educativi: una equipe del progetto TPR opera presso l’Istituto penale minorile (IPM) con un focus sulle esigenze di giovani adulti (18-25 anni) detenuti. Viene svolta attività di mediazione linguistica e culturale, principalmente in lingua araba. L’obiettivo è quello di facilitare la relazione e la reciproca comprensione tra i giovani adulti accolti presso l’IPM e l’Amministrazione Penitenziaria. Un educatore Sociale a tempo pieno coadiuva il lavoro dell’Equipe di Funzionari Giuridico Pedagogici attiva presso l’IPM. Le attività individualizzate sono di supporto al percorso trattamentale e reinserimento sul territorio. Vengono svolte attività di gruppo a sostegno della convivenza e dei rapporti interpersonali. Questi servizi vengono svolti da CIDAS e Piazza Grande.
Servizio presso la Casa Circondariale di Bologna: sono attive figure professionali dedicate alla mediazione linguistica e culturale (lingua araba, albanese, inglese, francese, rumena - a chiamata per altri bisogni), in particolare nel momento dell’ingresso e in vista delle dimissioni. Educatrici sociali sono dedicate agli interventi di raccordo con le famiglie, le reti sociali e i servizi di presa in carico del territorio, al lavoro di comunità e facilitazione della partecipazione delle ODV alla vita intramuraria, supporto alla definizione degli interventi rivolti ai dimittendi. Gli enti del terzo settore che provvedono a questi servizi sono Associazione Volontari del Carcere, Consorzio L’Arcolaio e Società Dolce.
Equipe Esecuzione Penale (E.E.P.): è un gruppo di lavoro previsto dal Progetto TPR ed è responsabile della valutazione e definizione degli interventi in favore delle persone in carico ai servizi partner, con supporto e interventi su abitare, lavoro e formazione. A questo servizio partecipano tutti gli enti del terzo settore che hanno aderito alla coprogettazione e i partner istituzionali, con il coordinamento di ASP. Gli enti del terzo settore che partecipano a questi servizi sono Associazione Volontari del Carcere, Consorzio L’Arcolaio, CIDAS, Piazza Grande, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, CEFAL Emilia-Romagna, Open Group, CEIS A.R.T.E.
Consulenza legale: in forte raccordo con il team dei Consulenti Legali del Servizio Protezioni Internazionali di Asp Città di Bologna, si occupa della valutazione e accompagnamento per la regolarizzazione dei destinatari ed è svolto da CIDAS.
Anche il Coordinamento Carcere Navile, promosso dal Quartiere con l’obiettivo di riunire associazioni e organizzazioni interessate ad azioni e progetti sul carcere, ha partecipato alla coprogettazione consolidando in questo modo la sinergia tra carcere e città.
Le slide illustrative del progetto
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