Si è svolto l'incontro dove operatori enti e istituzioni hanno potuto dialogare, confrontandosi sul lavoro quotidiano nel contesto del sistema di rete.
di Marco Marano
E’ stata una giornata evento unica nel suo genere, quella che si è svolta la mattina del 6 marzo, presso il Centro Katia Bertasi, al quartiere Navile. Si è trattato della prima Plenaria degli operatori e dei servizi della grande emerginazione adulta (GEA) e dell’accoglienza. Ad introdurre i lavori sono stati Chris Tomesani, Capo Dipartimento Welfare e Promozione del Benessere di Comunità, del Comune di Bologna, e Annalisa Faccini, Dirigente dell’Area Coesione Sociale, dell’ASP Città di Bologna.
Una nuova formula
Questa nuova formula della Plenaria è stata prevista dalla Co-progettazione dei servizi GEA, che nella giornata in questione ha prodotto una fotografia dello stato dell’arte dei servizi, ma anche della centratura al sistema da parte degli operatori, che hanno potuto costruire il loro punto di osservazione condiviso attraverso la formazione di gruppi di lavoro, che hanno rappresentato uno dei momenti più salienti della giornata. La partecipazione attiva di tanti operatori del Terzo settore, che compongono uno dei pezzi del sistema interistituzionale, ha infatti reso il senso della giornata, aperta alla condivisione del percorso, sintetizzabile in due frasi: “A che punto siamo”, e “Dove vogliamo arrivare”.
La presa in carico
Per grandi linee, Chris Tomesani e Annalisa Faccini, hanno indicato le direttrici su cui viaggiano i servizi, che concernono le “presa in carico” legate da un lato ai servizi territoriali, per i residenti a Bologna, e all’ASP Città di Bologna per ciò che concerne i residenti fuori città. La logica sottesa riguarda la definizione dei servizi per tipologia e non per target.
I temi all’ordine del giorno
Ma i temi sono tanti da sviscerare, uno di quelli centrali, su cui si sta lavorando riguarda, come ricorda la Dirigente della Coesione Sociale: “L’accesso al sistema di contrasto alla violenza di genere, soprattutto per ciò che riguarda i nuclei parentali. Il tema è quello di favorire un cambiamento culturale, oltre alla difesa le vittime”. A tal proposito il 5 marzo è stato firmato il rinnovo dell’Accordo Metropolitano per le donne che hanno subito violenza, e che vede i servizi di ASP Coesione Sociale impegnati nella presa in carico e nel lavoro di rete a sostegno delle donne.
A ciò si aggiungano i temi sulla sicurezza, con nuovi strumenti e prassi da attivare, attraverso strategie che possano far fronte all’aggressività contro gli operatori, ma anche quello dei servizi a Bassa Soglia (SBS), che si posizionano dentro un sistema unitario integrato, nella logica dell’accesso.
AREA 1: Servizi di prossimità
Marina Padula di ASP Città di Bologna, presentando i servizi di prossimità, si è soffermata sulla sfida che riguarda tutto il sistema, cioè quella di riuscire a fare una raccolta dati, che riguardi trasversalmente tutti i soggetti: dall’Unità di strada ai laboratori di comunità. “Per l’Equipe di strada, in progress, si sta creando un nuovo raccordo - dice la Padula - al fine di costruire strumenti condivisi tra i soggetti in campo.” Le necessità che ritornano sempre sono quelle di superare la frammentazione degli operatori, sviluppando il lavoro di comunità.
Se l’approccio condiviso è quello della “riduzione del danno”, l’obiettivo prioritario è quello di costituire dei tavoli permanenti come luoghi di formazione degli operatori. Così come definire degli incontri sui temi emersi in Plenaria: “Connessioni e scambi con i cittadini - conclude Marina Padula - per tenere vivo il raccordo con la cittadinanza”.
AREA 2: Servizi di accoglienza
Simona Cavallini, di ASP Città di Bologna, ha fatto il punto sul riordino degli strumenti di accoglienza, e la ricerca di una metodologia condivisa, esplicitando, anche qui, le sfide dell’oggi.
Ma vediamo come viene declinato l’accesso alle strutture collettive:“Il Nucleo Accesso di ASP ha il compito di gestire le risorse di accoglienza disponibili è attivo in orario di servizio dal lunedì al venerdì. La segnalazione da parte dei Servizi avviene tramite la Scheda di segnalazione per la Pronta Accoglienza adulti e nuclei familiari o per l’Abitare Condiviso Temporaneo adulti singoli. Il Nucleo, in confronto con il servizio segnalante, opera valutazioni specifiche sulle segnalazioni che pervengono, in relazione ai posti disponibili e all’idoneità delle strutture disponibili.I servizi InStrada e PRIS permettono l’accesso delle persone in condizioni di bisogno, prevalentemente rintracciate in strada, al di fuori dell’orario di servizio del Nucleo.”
Sempre dentro l’Area 2 è stata declinata un’Azione Trasversale Antiviolenza, presentata da Anna Maria Nicolini di ASP Città di Bologna, con una varietà di attività progettuale di rete tra vari soggetti, che tendono a obiettivi precisi. Innanzitutto strutturare un raccordo funzionale tra la Città Metropolitana e il Comune di Bologna, specificatamente l’Ufficio Pari Opportunità e Area Welfare. Costruire possibilità di intervento integrato con i Servizi Sanitari, in particolare i servizi specialistici DSM-DP e i presidi ospedalieri di emergenza. Elaborare metodologie e approcci operativi specifici, efficaci e innovativi nel contrasto alla violenza di genere, non previsti dal sistema antiviolenza ordinario. Promuovere una cultura dei servizi di coesione particolarmente attenta al contrasto alla violenza di genere, sia tra i gruppi di lavoro che in favore delle beneficiarie.
I gruppi di lavoro
Il lavoro del cinque gruppi si è sviluppato nell’arco di un’ora e mezza circa, la loro mission era di individuare i processi di miglioramento sulle connessioni interne ed esterne.
L’aspetto interessante è che tutti i gruppi hanno in qualche modo toccato temi comuni. Innanzitutto proiettarsi verso un sistema che dialoghi al suo interno in modo strutturato, poiché è stato avvertito il bisogno di scambi, termine usato spesso, tra operatori, responsabili di servizi, enti istituzionali e cittadini.
Altro tema forte, segnalato anche durante la Plenaria, è quello di utilizzare un portale unico dove far convergere dati e informazioni. La comunicazione è stato un altro punto su cui tutti hanno segnalato assenza. Formazione continua e costruzione di luoghi e spazi di partecipazione hanno costituito gli altri ambiti auspicati dagli operatori.
Le conclusioni
Matteo Sorrentino dell’agenzia Amapola, chiamato a Monitorare i servizi, ha sintetizzato i processi sulla base alcune parole chiave, come presidio, oppure Comunità, e ancora resilenze e interdipendenze. 
Ma la chiusura della giornata è stata affidata all’Assesora al Welfare del Comune di Bologna, Matilde Madrid, la quale si è soffermata sul valore dell’accompagnare il cambiamento, come valore di circolarità, proprio alle politiche urbane della città di Bologna. Cinque gli ambiti impellenti: la prossimità, una delle dimensioni fondamentali delle politiche del Comune; le connessioni nel lavoro di Equipe tra i servizi; i percorsi di autonomia; l’efficacia del tempo; il contesto istituzionale, entro cui le agenzie pubbliche intersecano più livelli di trasfersalità.
Credit Marco Marano
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