Giovedì 4 dicembre si è tenuto presso il Museo La Quadreria l’evento conclusivo di Agisco 2, il progetto coordinato da ASP Città di Bologna e dedicato al benessere psicologico degli anziani, dei familiari e degli operatori. Un percorso avviato all’indomani della pandemia per rispondere, in modo nuovo e più completo, ai bisogni emergenti nelle strutture per anziani. L’incontro è stato anche l’occasione per restituire pubblicamente i risultati raggiunti e il valore di un lavoro che, in due anni, ha saputo mettere al centro la triade della cura – ospiti, caregiver e operatori – attraverso attività di gruppo, incontri dedicati ai familiari, supervisione per il personale e nuove opportunità di partecipazione aperte al territorio.
A evidenziare la portata del progetto è stata Manuela Campidelli, Direttrice dell'Area Anziani di ASP Città di Bologna:
“Il progetto AGISCO 2 è nato da un’esigenza molto concreta: dopo gli anni della pandemia ci siamo trovati di fronte a comunità fragili, segnate da isolamento, perdita di fiducia e una forte necessità di ricostruire legami. Non potevamo limitarci a ripristinare le attività com’erano prima: occorreva un approccio nuovo, capace di includere non solo gli ospiti, ma anche i loro familiari e gli operatori che ogni giorno vivono la complessità della cura. AGISCO 2 ci ha permesso di farlo: abbiamo introdotto spazi dedicati ai familiari, gruppi di supporto psicologico, momenti strutturati di supervisione per il personale, e attività mirate alla qualità delle relazioni all’interno delle strutture. È un percorso che ha richiesto tempo, delicatezza e ascolto, ma che ha generato un cambiamento profondo. Abbiamo visto familiari riavvicinarsi alle strutture con maggiore serenità, operatori sentirsi più sostenuti e anziani più coinvolti. È un progetto che ha rimesso al centro la relazione come vero strumento di cura.”
La prospettiva scientifica: una cura “centrata sulla relazione”
Il valore di AGISCO 2 emerge anche dallo sguardo accademico del prof. Rabih Chattat, del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, che ha seguito il monitoraggio scientifico:
“AGISCO 2 ha rappresentato un laboratorio prezioso, perché ha permesso di applicare nella pratica un principio che in ambito psicogerontologico stiamo studiando da anni: il benessere dell’anziano non può essere considerato isolatamente. La qualità della vita nelle strutture è il risultato dell’interazione continua tra tre attori: gli ospiti, i familiari e gli operatori. Quando uno di questi pilastri è in sofferenza, tutto il sistema ne risente. Per questo ritengo innovativa la scelta di ASP di investire contemporaneamente su tutte e tre le componenti, introducendo nuovi strumenti di comunicazione, spazi di confronto, gruppi di espressione emotiva e percorsi di accompagnamento alla fragilità. La ricerca ci dice chiaramente che la cura centrata solo sulla persona non basta più: dobbiamo parlare di relationship-centered care. In questo senso, AGISCO 2 ha dimostrato che è possibile creare comunità di cura più sane, più aperte e più capaci di affrontare insieme i momenti di fragilità.”
I caregiver al centro: il contributo di “Anziani e non solo”
Un tassello fondamentale del progetto è stato il lavoro sul sostegno ai familiari, di cui parla Licia Boccaletti, presidente della cooperativa sociale “Anziani e non solo”:
“La collaborazione con ASP Città di Bologna è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni, ed AGISCO 2 ne è la conferma. È stato un progetto che ci ha permesso di valorizzare pienamente le competenze sviluppate a livello nazionale sul sostegno ai caregiver familiari, che sono una componente essenziale ma spesso invisibile del sistema di cura. Con AGISCO 2 abbiamo potuto lavorare su percorsi specifici dedicati ai familiari, intercettare i loro bisogni emotivi e informativi, accompagnarli nei momenti più complessi della convivenza con la fragilità dei propri cari. Abbiamo visto gruppi che, incontro dopo incontro, hanno preso fiducia, condiviso esperienze personali e trovato sollievo nel non sentirsi soli. Questo è il valore più grande del progetto: aver creato uno spazio riconosciuto, strutturato e protetto in cui i caregiver possono essere ascoltati e supportati. Per noi, AGISCO 2 non è solo un progetto riuscito, ma un modello da cui partire per costruire nuove risposte a bisogni che continueranno a emergere nel prossimo futuro.”
Un modello da consolidare
AGISCO 2 non si chiude come esperienza isolata: diventa una base concreta per sviluppare ulteriori progetti, consolidare le buone pratiche e strutturare in modo permanente gli strumenti introdotti.
Ha mostrato che, anche nelle situazioni più complesse, investire nel benessere relazionale produce risultati: migliora la qualità della vita degli anziani, riduce la solitudine dei familiari, sostiene chi lavora ogni giorno nei servizi.
Si ringrazia il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo per il sostegno al progetto AGISCO 2 "AGIre in cooperazione per Supportare psicologicamente i soggetti COlpiti e fragili"
CONSULTA I MATERIALI PRESENTATI
ASP: Supporto psicologico agli anziani
ASP: Progetto pilota Alzheimer AL MUSEO DICO LA MIA!
Anziani e Non Solo: Gruppi psicoeducativi per caregiver familiari
Anziani e Non Solo: Stimolazione cognitiva nelle Case Residenza Anziani
